Archivio per la categoria ‘golf & mente’

Allenamento Mentale per il golf

Giugno 16, 2008

Quanto del golf è fisico o tecnico e quanto invece è mentale?

Molti non conoscono la storia del colonnello americano George Hall, abile giocatore di golf, che fu prigioniero di guerra in Vietnam per 5 anni, in condizioni di prigionia tutt’altro che salutari. Confinato in una cella piccolissima, per tenere la mente occupata e per mantenere l’equilibrio psicologico, George giocava mentalmente un giro di golf almeno una volta al giorno. Immaginava giocare con i suoi amici nel suo campo preferito, ne vedeva tutti i dettagli, le buche, i possibili ostacoli, perfino le piccole deformazioni del terreno. E regolarmente immaginava di giocare alla perfezione e di vincere.

Appena ritornato in America, giocò un giro con alcuni amici e, nonostante le condizioni fisiche e di salute tutt’ altro che ottimali, riuscì a giocare allo stesso livello di abilità (professionistico) che aveva prima di andare in Vietnam. I suoi amici furono stupiti perché sapevano bene che per cinque anni lui non poteva aver giocato. La sua risposta fu che in realtà quella partita lui l’aveva giocata e vinta molte volte, nella sua mente: praticamente ogni giorno negli ultimi cinque anni.

Nel caso di George, il fisico era debilitato e non aveva più la prestanza di quando giocava da professionista, eppure in questo caso l’allenamento mentale fatto con una visualizzazione dettagliata e prolungata, ha portato ad ottenere un risultato stupefacente.

La maggior parte dei giocatori di golf professionisti, istruttori, maestri ed esperti di golf ti diranno che il golf è un gioco mentale al 80-90%.

Hanno ragione.

A parità di preparazione tecnica e fisica, la differenza tra un campione ed un giocatore di medio livello dipende essenzialmente dalla capacità di gestire il gioco mentalmente. Un campione riesce a mantenere lo stato di zona e di concentrazione per molto più tempo, quindi sbaglia di meno e quando sbaglia, perché anche un campione sbaglia, riesce a riprendersi molto più velocemente e rientrare molto più rapidamente nello stato mentale adatto ad un gioco ottimale.

La parte mentale del gioco va considerata a vari livelli. I livelli che considero qui sono :

Apprendimento: anche imparare le basi è un fattore mentale, oltre che fisico e tecnico; forse stai ancora affinando la tua tecnica ed hai bisogno di accelerare l’apprendimento e rinforzare la tua fiducia nella tua capacità di apprendere.

Pratica: sei ad un buon livello, ma hai bisogno di consolidare la parte tecnica e rinforzare la tua fiducia nella capacità di crescere ancora nel gioco.

Gioco ufficiale: nel campo pratica il tuo gioco è grandioso ma quando sei in torneo, non riesci a fare altrettanto bene. Oppure hai dei periodi in cui giochi alla grande alternati a periodi che non ti soddisfano.

Moltissimi giocatori hanno già eseguito almeno un colpo perfetto con tutte le bastoni della loro sacca in varie condizioni più o meno favorevoli. Il loro sistema mente-corpo ha già memorizzato il modo ottimale per eseguire questi colpi.
Molti giocatori hanno già provato l’esperienza di giocare al massimo del prorpio potenziale tecnico e fisico.
Molti giocatori hanno già sperimentato momenti di gioco eccellente.

Poter concentrare quei momenti di gioco eccellente in 18 buche consecutive e ripeterli in modo regolare …

Perché il numero di chi ci riesce è molto inferiore al numero di chi vorrebbe (e potrebbe) riuscirci?

La risposta sta nelle interferenze negative, che creano il divario tra il potenziale che un giocatore ha, in base alla sua preparazione tecnica e fisica, e l’effettivo risultato che ottiene.

Per interferenze negative intendo ansia da prestazione, tensione, nervosismo, dubbi, insicurezze, nervosismo a primo tee o altre ancore negative lungo il percorso e conseguenti tipi di sintomi fisici come tremori, agitazione, spasmi muscolari, tic nervosi, dolori e così via.

Ad esempio l’ansia da prestazione può determinare la differenza tra il gioco ottimale in allenamento e una performance deludente in torneo, e questa differenza è tanto più marcata quanto più importante è il risultato che si desidera ottenere.

Uno dei principali obiettivi dell’allenamento mentale per il golf, e non solo, è quello di eliminare le interferenze negative in modo che il movimento e il gioco fluiscano in modo naturale e che il gioco ottimale diventi più consistente e regolare.

E soprattutto più divertente per il giocatore.

Concludendo, l’Allenamento Mentale può essere molto utile per quei giocatori che

- ottengono risultati di gioco inferiori al proprio potenziale fisico e tecnico.

- desiderano migliorare il proprio livello di gioco in modo più rapido.

- pensano che sia difficile, se non impossibile, superare i propri limiti

- si stanno accorgendo di uno o più aspetti del proprio gioco in cui non riescono ancora a esprimersi come vorrebbero, e vogliono fare qualcosa a riguardo.

- si considerano già forti ma sanno che possono migliorarsi ancora.

A presto
Francesco Pattarello
www.sportmentale.it